
Il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale
di Reno è un ente avente antichissime origini che si fanno risalire agli inizi del
XVIII sec.; costituitosi nella forma attuale nel 1851 con la riunione di due Consorzi
preesistenti, l'uno per la Chiusa e l'altro per il Canale, ha per fine la distribuzione
delle acque derivate dal fiume Reno per usi industriali (energia idroelettrica,
scambiatori di calore) e irrigui.
La sede dell'amministrazione consorziale è stabilita in Bologna
attualmente in via della Grada 12. Il regolamento acque si trova a Casalecchio di Reno in
via Porrettana 187, a Bologna in via della Grada 12 e in via Marconi 45. La gestione è
assicurata dal Consiglio dei Delegati, in carica per 6 anni, composto da 24 membri in
rappresentanza dell'intero corpo degli interessati; che sono i proprietari e usufruttuari
degli immobili sottesi al reticolo idraulico consortil e. Questi si riuniscono biennalmente in Assemblea Generale e in seno al
Consiglio dei Delegati viene eletto il Consiglio d'Amministrazione composto di sei membri
e un Presidente. Insieme svolgono la ordinaria gestione del Consorzio. Nessun compenso
è riconosciuto a chi ricopre cariche amministrative consortili. Compongono gli organi
amministrativi esclusivamente i diretti interessati detti consorziati. Del Consorzio fanno
parte tutti i possidenti che usufruiscono in qualsiasi modo dell'acqua derivata dal Reno
mediante la Chiusa di Casalecchio o usano altrimenti dei canali o condotti consorziali. I
proventi che servono per gli scopi statutari derivano dalla sola contribuenza consortile,
senza alcun finanziamento esterno. L'imposizione di tributi consortili avviene in
conformità al vigente T.U. 523/ 1904 ed in applicazione dello Statuto Consorziale, approvato
dall'Assemblea Generale il 10 e 17 ottobre 1917 e dal Consiglio Provinciale di Bologna con
deliberazione del 5 febbraio 1898 resa esecutiva dal Prefetto il 22 marzo 1898, visto
d'ordine di Sua Maestà 12 gennaio 1899.
Assicurando la distribuzione delle acque per i diversi usi e lo smaltimento delle stesse
in occasione di eventi atmosferici sfavorevoli, di fatto il Consorzio provvede alla
regolazione idraulica del territorio sotteso al proprio sistema artificiale. Al fine di
adempiere a questo compito assicura la buona conservazione e l'efficienza delle opere che
sono di propria pertinenza e suddivide fra tutti gli interessati le spese relative alla
loro manutenzione e gestione. Gli interessati del consorzio si dividono in 3 classi: 1a
opificianti, 2a irrigatari e 3a minuti utenti o scolatari.
Numerose sono le peculiarità che distinguono il Consorzio della
Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno da altre realtà consortili. Il sistema
idraulico gestito è di proprietà consorziale e non di pertinenza del Demanio dello Stato
e/o del Demanio Regionale. L'area di competenza è quasi esclusivamente urbana, marginale
è l'attività legata all'agricoltura, anche se rilevante è l'area con tale vocazione
dipendente dall'acqua derivata con la Chiusa di Casalecchio.
Tale area, peraltro, ricade principalmente nel comprensorio
gestito da un diverso Consorzio la cui funzione, nei cavi alimentati con le acque derivate
dal Consorzio della Chiusa di Cas alecchio e del canale di Reno , è la sola distribuzione e regolazione delle
utenze.
Come detto, la vocazione tradizionale è l'uso industriale delle
acque; a tal fine si annovera la promozione della già realizzata Centrale idroelettrica
del Cavaticcio (Comune di Bologna) e della realizzanda Centrale idroelettrica della
Canonica (Cir S.r.l.).
L'aspetto storicamente e tecnicamente più rilevante è quello che
vede una intima connessione tra territorio e sistema idraulico in una reciproca e costante
coesistenza tanto da renderli inscindibili. Si pensi che l'equilibrio idraulico e quindi
l'intero assetto del territorio è demandato alla risposta che il reticolo è capace di
offrire nei momenti estremi, per scarsità o per eccesso di presenza di acqua. La
condizione igienica da un lato e lo smaltimento delle reflue esterne (rii e torrenti) ed
interne (scolmatori di fognatura) dall'altro sono garantiti anche e soprattutto
dall'operare del Consorzio. Esempio esplicativo di ciò è la particolarità che vede
sette fra rii e torrenti completamente ed uno parzialmente immettersi nei canali
consorziali.
La
caratterizzazione storica non deve trarre in inganno, l'attività oggi svolta si è
prontamente adeguata alle diverse condizioni fisiche, economiche e ambientali con
aggiornate tecnologie.
Solo per esempio può essere citato il contributo del Consorzio
per tenere divise le acque bianche dalle nere ottenendo così anche un contenimento delle
acque derivate e una migliore depurazione, fattori entrambi che, favorendo il riuso delle
reflue, contribuiscono al miglioramento dell'ambiente.
Particolarmente rilevante, è certamente, il nuovo progetto,
promosso dal Prof. Sandro Artina, attivato insieme a HERA
Bologna, ARPA, Comune di Bologna che prevede la pulizia delle strade della città con
acque fornite dai canali di Reno e Savena. Con questa iniziativa verrà contenuto il grave
problema delle polveri pesanti prodotte dal traffico veicolare e
dal riscaldamento urbano.
I principali canali consorziali sono: canale Reno, canaletta
Ghisiliera, canale delle Moline, Cavaticcio, canaletta del Maglio, canaletta delle Lame,
canaletta Venenta e Castagnolino. A questi si deve aggiungere il vastissimo sistema di
condotti secondari formato dalle vicinanze, dalle chiaviche e dai chiavicotti.
L'area interessata dal sistema idraulico derivato dalla
Chiusa di Casalecchio è divisibile in due comparti. L'uno a monte dell'aggregato urbano
bolognese utilizza il reticolo come gronda naturale, immettendo in esso le reflue
eccedenti la normale produzione del sistema fognante. Detto territorio inoltre viene anche
difes o dalle acque esterne che
trovano nei canali consorziali capace recapito. E' proprio la regimazione idraulica,
effettuata dal Consorzio, che utilizza per lo scolo le proprie opere per le quali provvede
alla manutenzione e vigilanza, che garantisce l'equilibrio del territorio servito.
All'altro comparto posto a valle della città viene assicurata
l'alimentazione idrica a fini produttivi; infatti gran parte della pianura bolognese,
vocata all'agricoltura, dipende dall'acqua derivata da Casalecchio e veicolata verso
l'area produttiva dai canali consorziali.
Oltre all'irrigazione concentrata nei mesi estivi e allo scolo
attivo in occasione di prolungate piogge vi sono gli usi industriali svolti con profitto,
principalmente dalla centrale idroelettrica del Cavaticcio del Comune di Bologna e dalla
costruenda centrale idroelettrica della Canonica, oltre ad altre utilizzazioni minori.
Rilevante importanza ha la continua e costante alimentazione del
sistema urbano (si pensi ai parchi e giardini), tale da assicurare buone condizioni
igieniche alle aree circostanti.
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