Risposte a domande frequenti

Prima di contattare i nostri uffici controlla che alla tua richiesta non sia già stata data una risposta attraverso le seguenti "Risposte":


A cosa si riferisce la cartella esattoriale che ho ricevuto?

E' la quota che ogni proprietario di immobili è tenuto a versare al Consorzio per le spese di gestione e manutenzione del sistema idraulico artificiale bolognese.

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Cosa ha a che fare la mia proprietà con i canali?

La Sua casa trae uno specifico e diretto vantaggio di scolo delle acque meteoriche dall'attività del Consorzio che, in sinergia con il sistema di fognature comunali, ne assicura lo smaltimento. Questo servizio contribuisce alla salvaguardia idrogeologica dell'area urbana e quindi fa sì che la Sua proprietà conservi il proprio valore immobiliare.

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Ma io sono allacciato e pago già la bolletta per la fognatura,
perché devo pagare anche il Consorzio?

La tassa per la fognatura è relativa alla depurazione dell'acqua immessa in fognatura ed è misurata in base alla quantità indicata dal contatore. Per questo è a carico degli utenti che usano l'acqua dell'acquedotto indipendentemente dall'essere proprietari o affittuari dell'immobile nel quale si abita.

Il contributo consortile riguarda lo smaltimento delle acque meteoriche attraverso il reticolo idraulico consortile che essendo un servizio svolto a favore dell'immobile è a esclusivo carico del proprietario.

In altre parole, la tassa della fognatura corrisponde al servizio di trasporto e depurazione delle acque attinte ed utilizzate dall'acquedotto, mentre il contributo consortile, è relativo alla manutenzione e gestione del sistema di scolo è intimamente correlato alla difesa idraulica del territorio e riguarda il mancato possibile danno che la Sua proprietà non subisce grazie all'attività del Consorzio.

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Quali sono le leggi che mi obbligano ad essere consorziato?

Testo Unico n. 523 del 25/07/1904 e lo Statuto Consorziale.

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Se i canali sono così antichi
perché devo ancora pagare il contributo?

Il contributo consortile va a coprire la propria quota parte delle spese di gestione e manutenzione dei canali e dei condotti che permeano capillarmente la città. L'efficienza di questo reticolo è assicurata dall'attività del Consorzio che, con personale ridottissimo, fa in modo che possa essere data efficiente risposta all'alternarsi di condizioni estreme cioè di assenza o di eccesso d'acqua evitando con ciò problemi igienici e allagamenti.

La gestione e manutenzione sono impegni e quindi spese sistematiche la cui efficacia viene accertata ogni qualvolta vengono evitati problemi causati dall'acqua al territorio. E' proprio la caratteristica di continuità che permette con contenuta spesa che vengano evitati i disastri e i gravi problemi, che si riscontrano in altre zone.

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Sono proprietario ormai da anni;
perché solo ora ricevo la cartella esattoriale?

Come è noto, non sempre i dati forniti dall'Ufficio del Territorio sono rispondenti alla realtà patrimoniale: questa imperfezione fa sì che la banca dati consorziale redatta, per Legge, secondo le informazioni desunte da quell'Ufficio, risulti a sua volta imprecisa.

Negli ultimi anni l'uso degli strumenti informatici e "l'incrocio" con le informazioni desunte da altre banche dati (ICI, Anagrafe e Ufficio del Territorio ex Conservatoria dei Registri Immobiliari) hanno permesso di migliorare l'aggiornamento del ruolo consorziale. Purtroppo questo fenomeno è accentuato dalle numerosissime variazioni di proprietà che si registrano nell'area urbana rispetto alle zone rurali.

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Io pago, il mio vicino no, perché?

Fattore fisico: Sono obbligati a contribuire alle spese per la gestione e manutenzione del reticolo idraulico consortile solo quegli immobili che ricavano un vantaggio dalle opere e dalle attività del Consorzio; in altre parole quegli immobili che si trovano in un territorio il cui assetto idrogeologico è assicurato anche dai canali e dai condotti del Consorzio. L'area urbana bolognese è il risultato di una sinergia fra corsi d'acqua naturali (torrenti, rii e scoli collinari), fognature comunali e reticolo consortile, che insieme costituiscono un bacino scolante. Nelle zone di confine può accadere che gli immobili sul lato di una strada debbano pagare e quelli sul lato opposto, non ricevendo alcun vantaggio dalle opere e dall'attività del consorzio, non siano gravati dal tributo o siano chiamati a contribuire da altro Consorzio (si veda l'elenco delle strade).

Fattore burocratico catastale: Il ruolo contributivo, cioè l'elenco dei proprietari di immobili ricadenti nell'area servita dai manufatti consorziali, viene redatto secondo i dati forniti dall'ex Ufficio Tecnico Erariale ora Ufficio del Territorio, che il Consorzio è tenuto per legge a considerare. Purtroppo, come è noto, i dati forniti da detto Ufficio non sono aggiornati, quindi non c'è piena corrispondenza con la realtà. A causa di ciò talvolta si verificano ritardi nell'individuazione delle nuove proprietà. Il Consorzio cerca di sopperire in molti modi a questo inconveniente, acquisendo informazioni dall'ex Conservatoria del Registro Immobiliare ora Ufficio del Territorio, dalla banca dati dei Comuni interessati e direttamente su segnalazione dei singoli cittadini.

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Perché non paga tutta la città?

Il tributo consortile è imposto non alla generalità degli immobili dell'area urbana, ma solamente a quelli che ricavano un vantaggio dalle opere e dall'attività del Consorzio. Questo spiega perché solo la parte degli immobili situati nell'area urbana servita dal reticolo idraulico consorziale devono contribuire al mantenimento di quest'ultimo. Altre aree della città utilizzano reticoli di pertinenza di altri Consorzi e quindi sono chiamati a coprire i costi di quelle gestioni, altre aree ancora non usufruiscono in alcun modo dei canali bolognesi e pertanto gli immobili non sono gravati da alcuna contribuzione consortile.

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Come viene determinata la mia quota parte di contributo?

Si può intendere il Consorzio come un grande condominio i cui condomini sono tutti i proprietari degli immobili ricadenti nell'area servita dal reticolo consorziale. Le spese relative all'attività di gestione e manutenzione di detto sistema idraulico vengono ripartite fra tutti i suddetti proprietari senza alcun ulteriore aggravio.

Il Consorzio, esattamente come un condominio, deve esclusivamente preoccuparsi di coprire le spese, contenendo il peso tributario. Il Consorzio obbligatorio suddivide pertanto le spese vive fra tutti gli interessati e in quanto Ente preposto all'esercizio delle primarie funzioni di scolo la normativa gli preclude ogni discrezionalità circa l'applicazione o meno dell'onere contributivo.

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Il Consorzio è la solita struttura per assicurare
una "poltrona" e dei "gettoni" a qualcuno?

In questo senso il Consorzio può vantare una qualità più che rara in quanto gli Amministratori e il Presidente sono scelti fra i Consorziati indipendentemente dai titoli politici, professionali e censuari precostituiti e per la loro attività non percepiscono alcun compenso o gettone. Questa caratteristica permette di affermare che sui tributi non ricade alcun aggravio diverso da quello strettamente costituito dalle spese vive e di gestione.

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Fra chi vanno spartiti i guadagni di gestione?

La gestione consortile non produce guadagni, ma semmai modesti avanzi di amministrazione che non vengono distribuiti ad alcuno, ma sono reimpiegati nella gestione successiva, così da contenere i tributi a carico degli utenti. Ormai da sei anni non vengono aumentati i contributi consortili nemmeno con la cosiddetta inflazione programmata.

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e del Canale di Savena

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