Consorzio della Chiusa di San Ruffillo
e del Canale di Savena

Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena

Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena
Via della Grada n. 12, 40122 - BOLOGNA
Telefono: 051.6493527 - Fax 051.5280238
E-mail: cons.canalesavena@consorzireno-savena.it

La Storia

Il Consorzio della Chiusa di S.Ruffillo e del Canale di Savena è un ente avente antichissime origini che si fanno risalire agli inizi del XVIII secolo; costituitosi nella forma attuale nel 1885, ha per fine la distribuzione delle acque derivate dal torrente Savena per usi irrigui, per il riempimento di vasche ed invasi diversi, per gli usi industriali (produzione di forza motrice, scambiatori di calore), inoltre provvede allo scolo delle acque dell'area posta a monte del canale di Savena, della quale costituisce la naturale gronda.

La sede amministrativa del Consorzio è stabilita in Bologna attualmente in via della Grada 12 in coabitazione con il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno e il Consorzio degli interessati nelle Acque del Canale di Savena; la sede del regolamento acque è sempre in Bologna in via Toscana 186. La gestione è assicurata dal Consiglio dei Delegati composto da 15 membri in rappresentanza dell'intero corpo degli interessati, il quale si riunisce biennalmente in Assemblea Generale. In seno al Consiglio dei Delegati viene eletto il Consiglio d'Amministrazione composto di nove membri e un Presidente. Insieme svolgono la ordinaria gestione del Consorzio. Nessun compenso è riconosciuto a chi ricopre cariche amministrative consortili. Entrano a far parte degli organi amministrativi i diretti interessati detti consorziati. Del Consorzio fanno parte tutti i possessori di immobili che usufruiscono in qualsiasi modo dell'acqua derivata dal torrente Savena o usano il canale consorziale. I proventi che servono per il raggiungimento degli scopi statutari derivano dalla sola contribuenza consortile senza alcun finanziamento esterno.

L'imposizione dei tributi consortili avviene in conformità al vigente T.U. 523/1904 ed in applicazione dello Statuto Consorziale approvato dall'Assemblea Generale degli Interessati il 19 febbraio 1885 e reso esecutivo ai sensi della Legge dei Lavori Pubblici del 20 marzo 1865 dal Prefetto il 30 settembre 1887 con numero d'ordine 12.245. Svolgendo la funzione di distribuzione delle acque per le diverse utenze a consumo e lo smaltimento delle stesse in occasione di particolari eventi atmosferici sfavorevoli, di fatto il Consorzio provvede alla regolazione idraulica del territorio sotteso al proprio sistema artificiale. Per potere adempiere a tale compito assicura la buona conservazione e l'efficienza delle opere idrauliche di propria pertinenza (non demaniali) e suddivide le relative spese di manutenzione fra tutti gli interessati.

Numerose sono le peculiarità che distinguono il Consorzio della Chiusa di S.Ruffillo e del Canale di Savena da altre realtà consortili. Il sistema idraulico gestito è di proprietà consortile e non di pertinenza del Demanio. L'area di competenza è quasi esclusivamente urbana, marginale è l'attività legata all'agricoltura, anche se notevole è l'area con tale vocazione dipendente dall'acqua derivata per mezzo dell'antica Chiusa di S.Ruffillo. Tale area, alimentata unitamente alle acque del comparto di Reno, ricade nel comprensorio gestito da altro Consorzio che svolge la sola distribuzione e regolazione delle utenze.

La vocazione principale rimane l'uso industriale anche se le utenze di questo tipo sono oggi numericamente ridottissime, mentre è andata acquisendo rilevanza la funzione di gronda naturale, quindi la capacità del sistema idraulico di assicurare lo smaltimento delle reflue esterne (rii) ed interne. Non meno importante risulta il servizio volto a mantenere buone condizioni igieniche dei condotti e con ciò delle aree prospicienti dedicate a parco e ad alta densità abitativa. La forte caratterizzazione storica non deve trarre in inganno, l'attività consortile svolta si è nel tempo adeguata al mutare delle necessità del territorio e alle diverse richieste delle attività dell'uomo. Solo per esempio può essere citata la possibilità di tenere divise le acque bianche dalle nere, ottenendo anche il contenimento delle acque derivate e una miglior depurazione all'impianto comunale, fattori entrambi che favoriscono il riuso delle reflue contribuendo al miglioramento dell'ambiente.

Particolarmente rilevante è, certamente, il nuovo progetto, promosso dal Prof. Sandro Artina, attivato insieme a HERA Bologna, ARPA, Comune di Bologna, che prevede la pulizia delle strade della città con acque fornite dai canali di Reno e Savena. Con questa iniziativa verrà contenuto il grave problema delle polveri pesanti prodotte dal traffico veicolare e del riscaldamento urbano. Il canale consorziale è il canale di Savena, i manufatti idraulici sono la Chiusa di S.Ruffillo, l'Incile, lo scaricatore alto, il paraporto con scaricatore basso, lo scaricatore S.Barbara e lo scaricatore Frino.

L'area interessata al sistema idraulico derivato dalla Chiusa di S.Ruffillo è divisibile in tre comparti: l'uno a monte dell'aggregato urbano, dominante rispetto al canale di Savena, costituisce il bacino imbrifero dello stesso. Esso utilizza il reticolo come naturale gronda immettendovi le reflue del sistema fognante eccedenti la normale produzione. Detta area di territorio viene anche difesa dalle acque esterne, cioè dagli antichi rii trasformati in collettori che trovano nei canali capace recapito. È proprio dalla regimazione idraulica effettuata dal Consorzio, che utilizza per l'allontanamento delle acque eccedenti di questa zona le proprie opere per le quali provvede alla manutenzione e vigilanza, che si garantisce l'equilibrio del territorio servito. Il comparto intermedio è costituito dal reticolo urbano cosiddetto interno, ricomprendente l'area posta a destra Aposa e il perimetro dell'antica cinta muraria e serve ad alimentare i numerosi condotti costituenti il capillare reticolo microidraulico bolognese. In ultimo vi è il comparto di valle cioè l'area nord avente ancora spiccata vocazione irrigua. Infatti le acque escono dalla città unite alle acque derivate dal fiume Reno ed insieme alimentano il sistema Navile e Savena Abbandonato e i condotti derivati.

Nell'area di interesse consorziale sono inoltre attivi alcuni usi industriali (scambiatori di calore). È di prossima realizzazione il piccolo centro di produzione di energia che sfrutterà l'energia messa a disposizione dal salto della ex Cartiera Panigada. Rilevante importanza ha anche la continua e costante alimentazione del vettore idraulico tale da assicurare anche alle aree utilizzate come parchi e giardini buone condizioni igieniche. Numericamente modesto in seguito alla forte urbanizzazione degli ultimi decenni, anche se di notevole valore aggiunto (fiorai e vivaisti), è l'uso a fini irrigui.

Una pecularietà di questo sistema è il servizio di “pulizia” dei due rii più rilevanti, la fossa Cavallina e il rio Grotte, che vengono periodicamente alimentati così da mantenerne intatte le caratteristiche di efficienza idraulica.

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