Consorzio degli Interessati
nelle Acque del Canale di Savena in Bologna

Consorzio degli Interessati nelle Acque del Canale di Savena in Bologna

Consorzio degli Interessati nelle Acque del Canale di Savena in Bologna
Via della Grada n. 12, 40122 - BOLOGNA
Telefono: 051.6493527 - Fax 051.5280238
E-mail: cons.acquesavena@consorzireno-savena.it

La Storia

Il Consorzio degli Interessati nelle Acque del Canale di Savena è un ente avente antichissime origini che si fanno risalire agli inizi del XVIII secolo; costituitosi nella forma attuale nel 1887, ha per fine il miglior uso e la più equa distribuzione delle acque tra gli interessati, la sorveglianza e la manutenzione dei condotti, l'allontanamento delle acque reflue dal territorio servito ed il riparto delle spese fra gli utenti in relazione delle rispettive interessenze. Provvede pertanto alla regolazione idraulica del territorio sotteso al proprio sistema artificiale.

La sede dell'amministrazione consorziale è stabilita in Bologna in via della Grada 12. La gestione è assicurata dal Consiglio Consorziale composto da 15 membri in rappresentanza dell'intero corpo degli interessati che si riunisce biennalmente in Assemblea Generale. In seno al Consiglio dei Delegati viene eletta l' Assunteria composta da cinque membri compreso il Presidente. Insieme svolgono l'ordinaria gestione del Consorzio. Nessun compenso è riconosciuto a chi ricopre cariche amministrative consortili. Compongono gli organi amministrativi esclusivamente i diretti interessati detti consorziati. Fanno parte del Consorzio tutti gli interessati dei condotti del canale di Savena in Bologna tanto per derivazione ed uso d'acqua quanto per scolo. I proventi che servono per il raggiungimento degli scopi statutari derivano dalla sola contribuenza consortile, senza alcun finanziamento esterno. L'imposizione dei tributi consortili avviene in conformità al T.U. 523/1904 ed in applicazione dello Statuto consorziale entrato in vigore il 14 marzo1887 e reso esecutivo ai sensi della legge sui Lavori pubblici il 30 settembre 1887 con visto d'ordine 12.245.

Operando al fine di assicurare la miglior distribuzione delle acque e lo smaltimento delle stesse in occasione di particolari eventi atmosferici sfavorevoli, di fatto il Consorzio provvede alla regolazione idraulica del territorio sotteso al proprio sistema artificiale. Sempre a tal fine assicura la buona conservazione e l'efficienza delle opere che sono di propria pertinenza e suddivide fra tutti gli interessati le spese relative alla loro manutenzione e gestione.

Numerose sono le peculiarità che distinguono il Consorzio degli Interessati nelle Acque del Canale di Savena da altre realtà consortili. Il sistema idraulico gestito è di proprietà consortile e non di pertinenza del Demanio. L'area di competenza è esclusivamente urbana, anche se con le acque veicolate dal sistema artificiale si alimenta una vasta area a forte vocazione irrigua. Tale area, alimentata unitamente dalle acque del comparto di Reno, ricade nel comprensorio gestito da un altro Consorzio che svolge la sola distribuzione e regolazione delle utenze. La vocazione principale formalmente rimane l'uso industriale, anche se le utenze di questo tipo oggi sono numericamente assai ristrette. E' andata acquisendo rilevante importanza la funzione di gronda naturale, quindi la capacità del sistema idraulico di smaltire le reflue dell'intera area servita.

La forte caratterizzazione storica non deve trarre in inganno, l'attività consortile si è nel tempo adeguata al mutare delle necessità del territorio e alle diverse richieste delle attività dell'uomo. Solo per esempio può essere citata la possibilità di tenere divise le acque bianche dalle nere, ottenendo contemporaneamente il contenimento delle acque utilizzate e la migliore depurazione all'impianto comunale, fattori entrambi che favoriscono il riuso delle reflue contribuendo al miglioramento dell'ambiente. Altro esempio è la possibilità di cablare la città sfruttando la estrema capillarità del sistema consorziale, la possibilità cioè di utilizzare i vettori idraulici come alloggio per fibre ottiche o cavi di trasmissione.

Particolarmente rilevante è, certamente, il nuovo progetto, promosso dal Prof. Sandro Artina, attivato insieme a HERA Bologna, ARPA, Comune di Bologna che prevede la pulizia delle strade della città con acque fornite dai canali di Reno e Savena. Con questa iniziativa verrà contenuto il grave problema delle polveri pesanti prodotte dal traffico veicolare e dal riscaldamento urbano.

I condotti consorziali principali sono il Fiaccacollo e il condotto Sentiero insieme ad un fittissimo reticolo di condotti secondari e terziari. I partitori principali sono nelle attuali Via Castiglione, Porta S.Stefano, Piazza Verdi e Via Irnerio.

L'area interessata al sistema idraulico consortile è costituita dal settore della città compreso fra la cerchia muraria e la sponda destra del torrente Aposa. Questo territorio utilizza il reticolo idraulico artificiale come naturale gronda ed in sinergia con il sistema di fognature assicura l'allontanamento delle acque eccedenti la normale produzione. E' infatti proprio dalla regimazione effettuata dal Consorzio mediante la gestione delle proprie opere idrauliche per le quali provvede alla manutenzione e vigilanza che viene garantito l'equilibrio del territorio servito.

Le acque veicolate vengono unite a quelle derivate dal fiume Reno ed insieme alimentano il sistema Navile – Savena Abbandonato e i condotti da esso derivati. Nell'area di interesse consorziale sono inoltre ancora attivi alcuni usi industriali (scambiatori di calore), così come si annovera ancora qualche uso irriguo per giardini di alloggi patrizi. All'occorrenza è possibile tramite un partitore appositamente realizzato alimentare l'inceneritore comunale così da assicurargli sempre l'acqua di cui ha bisogno.

Una pecularietà di questo sistema è il servizio di pulizia che tramite le proprie acque si esegue nell'alveo del torrente Aposa, che attraversa l'intera città e costituisce il confine occidentale dell'area consortile.

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