Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno

Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno

Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno
Via della Grada n. 12, 40122 - BOLOGNA
Telefono: 051.6493527 - Fax 051.5280238
E-mail: cons.canalereno@consorzireno-savena.it

Storia

Il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno è un ente avente antichissime origini che si fanno risalire agli inizi del XVIII sec.; costituitosi nella forma attuale nel 1851 con la riunione di due Consorzi preesistenti, l'uno per la Chiusa e l'altro per il Canale, ha per fine la distribuzione delle acque derivate dal fiume Reno per usi industriali (energia idroelettrica, scambiatori di calore, ecc.), ambientali ed irrigui.

La sede dell'amministrazione consorziale è stabilita in Bologna attualmente in via della Grada 12. Il regolamento acque si trova a Casalecchio di Reno in via Porrettana 187, a Bologna in via della Grada 12 e in via Marconi 45. La gestione è assicurata dal Consiglio dei Delegati, in carica per 6 anni, composto da 24 membri, rappresentanti dei consorziati; che sono i proprietari e usufruttuari degli immobili sottesi al reticolo idraulico consortile. Questi si riuniscono biennalmente in Assemblea Generale per eleggere detto Consiglio. In seno al Consiglio dei Delegati viene eletto il Consiglio d'Amministrazione composto di sei membri e un Presidente. Insieme svolgono la ordinaria gestione del Consorzio. Nessun compenso è riconosciuto a chi ricopre cariche amministrative consortili. Compongono gli organi amministrativi esclusivamente i consorziati detti interessati. Del Consorzio fanno parte esclusivamente i possidenti che usufruiscono in qualsiasi modo dell'acqua derivata dal Reno mediante la Chiusa di Casalecchio o usano altrimenti dei canali o condotti consorziali.

I proventi che servono per gli scopi statutari derivano dalla sola contribuenza consortile, senza alcun finanziamento esterno. 

Col preciso intento di migliorare la gestione del territorio urbano bolognese nella sua integrità, oltre cioè i confini amministrativi dei singoli Enti, i tre Consorzi di Reno e di Savena decisero, nel 2008, di costituire una società denominata Gestione Acque Canali Reno e Savena S.r.l. (GACRES S.r.l.) alla quale sono state affidati in gestione i canali e i condotti e trasferito il personale dipendente. In questo modo si è  potuto operare indistintamente sui diversi vettori  con l’unico obbiettivo di salvaguardare la circoscrizione servita. Contestualmente è stata sottoscritto un accordo con ATO 5 (ora ATERSIR) che, avendo giudicato il reticolo idraulico dei Consorzi utile alla collettività ha inglobato nella tariffa dell’acqua il preesistente contributo consortile relativo allo scolo cioè alla raccolta e allo smaltimento dell’acqua meteorica. In conseguenza di ciò i Consorzi, da quel momento,  esigono esclusivamente i contributi relativi ai titoli concessori cioè alla produzione di energia, alle coperture e agli attingimenti irrigui.

Assicurando la distribuzione delle acque per i diversi usi e lo smaltimento delle stesse in occasione di eventi atmosferici sfavorevoli, il Consorzio provvede alla regolazione idraulica del territorio sotteso al proprio sistema artificiale. Al fine di adempiere a questo compito assicura la buona conservazione e l'efficienza delle opere che sono di propria pertinenza e suddivide fra tutti gli Interessati le spese relative alla loro manutenzione e gestione. Gli Interessati del consorzio si dividono in 3 classi: 1° opificianti, 2° irrigatari e 3° minuti utenti o scolatari.

Numerose sono le peculiarità che distinguono il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno da altre realtà consortili. Il sistema idraulico gestito fa parte del patrimonio consorziale e non è di pertinenza del Demanio, del Comune o di HERA.  L'area di competenza è quasi esclusivamente urbana, marginale è l'attività legata all'agricoltura, anche se rilevante è l'area con tale vocazione dipendente dall'acqua derivata con la Chiusa di Casalecchio. Come detto, la vocazione tradizionale è l'uso industriale delle acque; a tal fine si annoverano la Centrale idroelettrica del Cavaticcio (HERA S.p.A.), la Centrale idroelettrica della Canonica (Sime Energia S.r.l.) e la già progettata centrale alla Grada.

L'aspetto storicamente e tecnicamente più rilevante è quello che vede una intima connessione tra territorio e sistema idraulico in una reciproca e costante coesistenza tanto da renderli inscindibili. Si pensi che l'equilibrio idraulico e quindi l'intero assetto del territorio è demandato alla risposta che il reticolo è capace di offrire nei momenti estremi, per scarsità o per eccesso di presenza di acqua. La condizione ambientale da un lato e lo smaltimento delle acque esterne (rii e torrenti) ed interne (scolmatori di fognatura) dall'altro sono garantiti anche e soprattutto dall'operare del Consorzio. Esempio esplicativo di ciò è la particolarità che vede sette fra rii e torrenti completamente ed uno parzialmente immettersi nei canali consorziali.

La caratterizzazione storica non deve trarre in inganno, l'attività oggi svolta si è prontamente adeguata alle diverse condizioni fisiche, economiche e ambientali con aggiornate tecnologie. In questo senso si sottolinea la già attivata informatizzazione del governo delle derivazioni alla Chiusa di Casalecchio, del canale di Reno e la già programmata derivazione Ghisiliera. Per l’aspetto ambientale e solo per esempio può essere citato il contributo del Consorzio per tenere divise le acque bianche dalle nere ottenendo così anche un contenimento delle acque derivate e una migliore depurazione, fattori entrambi che, favorendo il riuso delle reflue, contribuiscono al miglioramento dell'ambiente.

I principali canali consorziali sono: canale Reno, canaletta Ghisiliera, canale delle Moline, Cavaticcio, canaletta del Maglio e canaletta delle Lame. A questi si deve aggiungere il vastissimo sistema di condotti secondari formato dalle vicinanze, dalle chiaviche e dai chiavicotti ( si veda l’elenco esaustivo del reticolo). L'area interessata dal sistema idraulico derivato dalla Chiusa di Casalecchio è divisibile in due comparti. L'uno a monte ed interno dell'aggregato urbano bolognese utilizza il reticolo come gronda naturale. Detto territorio inoltre viene anche difeso dalle acque esterne ( rio Muraglia, rio Pizzacchera, rio San Luca, rio Meloncello, torrente Ravone, rio San Giuseppe, rio Vallescura e torrente Aposa)  che trovano nei canali consorziali capace recapito. Infatti è proprio la regimazione idraulica, effettuata dal Consorzio, che attraverso le proprie opere per le quali provvede alla manutenzione e vigilanza, che garantisce l'equilibrio del territorio servito. All'altro comparto posto a valle della città viene assicurata l'alimentazione idrica a fini produttivi; infatti gran parte della pianura bolognese, vocata all'agricoltura, dipende dall'acqua derivata da Casalecchio e veicolata verso l'area produttiva dai canali consorziali.

Oltre all'irrigazione concentrata nei mesi estivi e allo scolo attivo in occasione di prolungate piogge o acquazzoni vi sono gli usi energetici svolti con profitto, principalmente dalla centrale idroelettrica del Cavaticcio e dalla centrale idroelettrica della Canonica (già progettata quella alla Grada), oltre ad altre utilizzazioni minori. Rilevante importanza ha la continua e costante alimentazione del sistema urbano (si pensi ai parchi e giardini, al canale Navile, all’inceneritore e alle connessioni con il pubblico sistema di fognature), tale da assicurare buone condizioni ambientali alle aree circostanti.

L’area servita, detta circoscrizione, è, per quanto attiene lo scolo compresa fra la linea di impluvio collinare  ed i canali che formano una gronda nella quale vengono recapitate le acque di piogge, dei  corsi d’acqua naturali, delle strade, dei tetti e degli scolmatori di fognatura. La circoscrizione riguardante la produzione di energia coincide con i canali stessi, mentre quello irriguo direttamente servito è posto sulle rive della canaletta Ghisiliera e della canaletta delle Lame.